Content StrategyGoogle è davvero un motore di ricerca eccellente, che negli anni ha rivoluzionato il web e ha reso possibile reperire con semplicità e velocità estrema informazioni a noi utili in tutto il mondo; il suo lavoro costante di indicizzaizone di milioni di documenti al giorno è quasi incredibile e l'evoluzione stessa del web lo ha posto continuamente davanti a nuove sfide da risolvere. Massimo rispetto e riconoscenza estrema dunque; ma ciò non vuol dire che posizionare il nostro sito web in prima pagina per le keywords che ci interessano sia l'unico modo che abbiamo di promuoverci e di farci trovare.

Io credo che questa dipendenza/assuefazione da "prima pagina su Google" vada in un certo senso (e provocatoriamente) "spezzata", soprattutto in tempi in cui penalizzazioni troppo severe colpiscono in modo retroattivo e troppo violento siti di piccole/medie attività che nulla hanno a che vedere con spam e cattivi contenuti e la cui unica colpa magari è stata di essersi affidati nel 2006 - quindi in tempi non sospetti - ad un SEO che gli ha acquistato un bel pacchetto di links per dare una "spintarella" al sito... cosa che bene o male hanno fatto quasi tutti, almeno quelli che si trovano a contendersi quotidianamente posizioni in serp competitive.

Magari, a parte i links acquistati "a pacchetto", quel freelance o quella piccola/media impresa (non parlo delle "grandi" perchè quelle hanno risorse per cavarsela quasi sempre...) ha investito tantissimo tempo (e denaro) per far crescere negli anni la sua visibilità su Google e poi, tutto d'un tratto, si ritrova con il sito internet - ovvero la sua bella, e cara e UNICA vetrina - penalizzata!
E se un "guru" SEO come Enrico Madrigano è già più di un anno che cerca di risolvere la penalizzazione sul suo sito web Madri.com, è facile comprendere come un simile arco di tempo a "visibilità mutilata" potrebbe rivelarsi catastrofico per molte realtà di business, provocandone perfino la chiusura.
Quindi, niente allarmismi, ma cerchiamo di crearci delle alternative e di prendere alcune contromisure in modo da attutire/arginare l'impatto di una possibile penalizzaizone del nostro amato sito: come?
Puntando sull'inbound marketing / content strategy e "facendo finta" per un pò che quella serp conosciuta e controllata a memoria per la nostra best-keywords non esista più.

Ci sono molti modi alternativi di promuoversi oltre a quello di comparire in prima pagina nei risultati organici di ricerca (e non mi riferisco certamente qui alle modalità a pagamento come AdWords): forse meno forti ed eclatanti (ma poi dipende dalle nicchie, come sempre!), ma che, se utilizzate bene e coalizzate in una strategia unitaria, possono davvero rivelarsi vincenti e trasformarsi nella "riserva d'aria" che ci farà stare a galla mentre cercheremo di elimare la penalizzazione dal sito.

Vediamo dunque nel concreto alcune azioni di content strategy da mettere in pratica:

- Aprire un blog in cui andare a pubblicare articoli di qualità legati al nostro business e pubblicare un "antipasto" gustoso, curioso e creativo del nostro scritto sui principali social media e su alcuni ottimi portali di distribuzione notizie;

- Mantenere assolutamente vivi i profili Social: le relazioni possono davvero sostituire in modo importante il ritorno che normalmente prima avevamo dal solo posizionamento su Google, ma è fondamentale "esserci", ed esserci secondo la modalità propria che ciascuno Social richiede (principalmente Facebook, LinkedIn, Twitter, GooglePlus e Pinterest);

- Aumentare la propria presenza per le ricerche locali (ovvero legate al nostro territorio di riferimento, per lo più provinciale/regionale); e dunque BusinessMap di Google, Yelp, FourSquare, Directory locali, pagine gialle, relazioni e partnership con siti e portali importanti del proprio territorio, ecc.

- Creare un video (creativo, interessante, ironico, originale, e/o altro, ma comunque che sia particolare e faccia scattare la visualizzazione "virale") e distribuirlo sui principali portali di video (YouTube, Vimeo) inserendo sempre una "call to action" che rimandi alla vostra landingpage sul sito;

- Cercare di mantenere i legami con gli iscritti alla Newsletter, fornendo loro suggerimenti mirati di qualità;

- Produrre materiale unico, di elevato livello e gratuito (eBook, guide, risorse) da distribuire sui principali canali di document-sharing in modo da rappresentare per gli interessati (la nicchia a cui ci ricolgiamo) un punto di riferimento valido e autorevole nel proprio campo;

- Partecipare a forum e blog di settore in modo corretto, etico e con interventi di qualità, in modo da aggiungere vero valore alla discussione; inserite poi "in firma" un rimando verso il vostro sito: chi avrà trovato il vostro commento interessante una visitina al vostro sito la farà sicuramente...

- Creare Eventi, contest e concorsi, ovvero luoghi fisici reali di aggregazione di persone in modo che siano loro stesse (i partecipanti) a parlare di voi, a condevidervi sui social e sui blog, creando movimento ed interesse verso la vostra attività;

- ...e per finire non disdegnate anche "campagne offline", cercando comunque di essere creativi, originali e puntando a coinvolgere "di rinterzo" i social e il web, ad esempio attraverso l'utilizzo del QRcode, di offerte social e sconti per chi effettua il check-in online e simili!

E voi, quale altre modalità di content strategy mettereste in gioco per supplire ad una perdita di posizionamento del vostro sito dovuta ad una penalizzazione?

(per finire, un breve e simpatico video che illustra in poco più di un minuto che cosa è la content strategy):

GooglePlus Author Profile : Articolo scritto da Francesco Giubbilini in esclusiva per il sito Millestanze.it.