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E' di questi giorni la notizia che a Dicembre 2013 saranno messi in vendita i primi esemplari dei tanto attesi Google Glass (al prezzo di circa 1500 dollari), ovvero quegli "occhialini" che ci permetteranno di vivere costantemente ed in presa diretta all'interno della cosiddetta realtà aumentata.

I video di lancio promozionale di tale prodotto si stanno già diffondendo in rete; eccone qui di seguito un paio:

Sarà facile, ancora più facile e potente di adesso, condividere le nostre esperienze... Ma non vorrei che queste "strabilianti magie della tecnologia" (perchè lo sono davvero!), così permeanti ed intrusive della nostra vita, ci portassero lentamente ad un calo della vera creatività... Il mio timore è che una tecnologia così "fiabesca" ci induca a vivere nello stupore continuo dell'utilizzo tecnico, assopendo e deviandoci dalla reale attitudine creativa dell'approccio al mondo.

Occhio creativo e Inbound MarketingCiò che un poco mi preoccupa è che dimentichiamo per sempre in un cassetto i veri "occhiali creativi" a vantaggio dei più comodi e sfavillanti Google Glass. Ma questo errore, soprattutto per chi come me si occupa di realizzazione siti internet, servizi SEO e Inbound Marketing potrebbe essere addirittura un errore deleterio se non fatale per la sopravvivenza della professione stessa.
Non sto affermando che sicuramente le cose andranno in questo modo, ma solo che bisogna "stare in guardia", e sforzarsi di continuare ad utilizzare il vero pensiero creativo.
Dobbiamo riuscire a ritagliarci spazi di invenzione e di "pensiero laterale" non aumentato: guardare il mondo e gli accadimenti quotidiani in modo naturale, indossando quegli occhiali speciali ed invisibili che ri-costruiscono parti e scorci del mondo reale secondo una nuova (e personale) chiave di lettura.
Tenere il cervello allenato a collegare i fatti secondo regole diverse dal consueto, a sperimentare accostamenti sur-reali ed emozionali piuttosto che logici, ad immedesimarsi nei panni delle altrui immaginazioni, a mischiare sogni, memorie e realtà fattuali, a lavorare con le mani e con la materialità avendo in mente fini immateriali.

Aggirarsi con occhio fantasioso ed "elettivo", ricercando spunti ed appigli per dar vita demiurgica ad un nuovo possibile.
Solo in un secondo momento, utilizzare poi le potenzialità tecnologiche per dotare di "megafono" tali "moti creativi", ovvero per dare un pubblico alla nostra "opera d'arte" sperando che si diffonda viralmente.

L'inbound marketing, soprattutto, ha bisogno, secondo me, di mantenere ardente questo substrato "molto umano" e quasi "carnale" della produzione di contenuti affinchè questi siano davvero coinvolgenti ed efficaci.

Il mondo non è precostituito: dipende moltissimo dal nostro approccio e dalle regole e dai rapporti sottesi che riusciamo a mettere in luce. La complessità della realtà può essere soggetta ad infinite "interpretazioni": fornirne una nuova, interessante, curiosa e coinvolgente è un compito che, provocatoriamente ma non troppo, dobbiamo cominciare ad inserire nella scaletta giornaliera degli obblighi da svolgere :)

GooglePlus Author Profile : Delizard Siti Web e SEO Articolo scritto da Francesco Giubbilini in esclusiva per il sito Millestanze.it.

Affinità Elettive nella SEO e nell'Inbound MarketingParto prendendo spunto da una canzone dei Massimo Volume... ATTO DEFINITIVO, l'album è "Da Qui". (Non c'è una spiegazione precisa e razionale - o comunque sarebbe troppo lunga da riportare in questa sede - del come mai proprio questa canzone, ma fatto sta che l'idea ha cominciato a prender forma durante l'ennesimo suo ascolto...)

Da Qui... è comunque un punto fermo, una linea tracciata, un segno che scandisce e divide, almeno in due: un prima e un dopo. Racchiude in sè la svolta.

Da Qui... in poi, ai fini di recuperare un più sano approccio "con le cose del web", bisogna sforzarsi di mutare quel rapporto un pò alterato (fissazione?) con Google, i suoi prodotti e i suoi posizionamenti. Scrollarsi di dosso questa - credo tipica - deformazione professionale da SEO per aiutare la mente a pensare meglio, per spostare i ragionamenti anche su altre condizioni iniziali e principi traendone conclusioni (soluzioni) anche lontane dal nostro ambito di indagine abituale.

Da Qui... in poi è bene guardare anche oltre, Googloltrepassare in taluni casi... solo così, credo, ci si può aprire a nuovi orizzonti e percorrere vie davvero nuove per obiettivi differenti. Penso che alla fine sia un passo verso una SEO migliore (vogliamo chiamarlo inbound marketing?): distolto il pensiero dall'ossessione si è più liberi e non avere (quasi) più nulla da perdere ci permette di evolvere.

C'è bisogno di un periodo da "Atto Definitivo" per sperimentare davvero fuori dal tracciato. L' Atto Definitivo consiste nel considerarsi come estranei alle lotte interne per il posizionamento. Provare dove conduce la libertà: forse all'inizio ci si perde, si rimane nel silenzio, ma poi io immagino un nuovo modo di diffusione, altri canali, altre strategie di veicolare e d'incontrarsi... Se non si prova ad immaginare neanche un mondo alternativo, è difficile poi riuscire ad ottenerlo. Immaginiamoci già superstiti, già sopravvisuti in un mondo nuovo. Un mondo post Google-bonifica.

Fondamentalmente, in quest'ottica - ripeto, assolutamente sperimentale e provocatoria e che al momento può riguardare soltanto qualche isolato tentativo - si andrà a verificare come preventivi e richieste di lavoro possono benissimo continuare a sussistere (o addirittura aumentare?), sfruttando canali, logiche e "sensazioni" che nulla hanno a che vedere con il posizionamento organico delle nostre pagine per le keywords di interesse, o il numero di visite o il tempo di permanenza sulle nostre pagine. Si potrebbe campare benissimo (e molto bene, direi!) anche con 1 solo visitatore al giorno, se quell'unico visitatore ogni volta ci richiedesse un preventivo...

Il sito internet, all'interno di quest'ottica, diventa quasi solo puro strumento di contatto. Le strategie diventano estranee al nostro URL, ed anche esterne. Abituarsi a pensare che non si ha bisogno di essere ben posizionati è un modo per triplicarne poi l'effettiva efficacia... un pò come visitare il mondo e poi fare ritorno alla propria casa: saremo accresciuti dall'esperienza, più obiettivi, con molti più termini di paragone... guardare sempre dentro alle proprie 4 mura, al proprio orticello, alla lunga, spesso, inaridisce.

Quindi, a che cosa mirare? Cosa dobbiamo suscitare nel nostro target affinchè pensi seriamente di rivolgersi a noi? Affinchè scatti dentro di loro "un'affinità elettiva" che li faccia propendere verso di noi piuttosto che verso altri? Io credo, principalmente, questi 3/4 sentimenti/pensieri:

Sentimento di fiducia (serietà, sincerità, professionalità, conoscenza, riconoscibilità, amore verso il proprio lavoro, condivisione di interessi).

Sentimento di eticità (attenzione, altruismo, piccoli/grandi impegni sociali, umiltà, riconoscenza, verità, condivisione di emozioni).

Sicurezza del risultato (storia precedente [memoria / curriculum / case history], buon passa-parola).

Non metto "l'economicità", anche se credo molti la "accenderebbero", soprattutto in tempo di crisi... forse vedo meglio come 4°, un'idea di "giusto prezzo".

E allora: come portare le persone a riconoscere in noi queste "qualità"? Come possiamo operare esternamente al sito (con quali strumenti/strategie alternative), per veicolare contenuti (in senso ampio, di qualsiasi genere essi siano) capaci di innescare negli utenti-target tali risposte "emotive"? Sarebbe bello - e a me personalmente piacerebbe moltissimo! - avere in questa discussione il contributo di psicologi, antropologi e sociaologi.

Lo ricordo per la terza volta: soprattutto per un SEO, questo articolo vuol essere una proposta provocatoria, una possibilità aperta per provare a mettersi in gioco in altri modi e su altri piani per allenare la mente a connessioni nuove, in modo poi da imparare a maneggiare congiuntamente e in modo più raffinato, sapere tecnico e "affinità elettive"... perchè credo che quest'ultima sfera influirà sempre di più anche sul buon esito di una "call to action" spontanea.

Io sto cominciando a pensarci e a prendere confidenza con ambiti nuovi id indagine, e voi?

GooglePlus Author Profile : Delizard Siti Web e SEO Articolo scritto da Francesco Giubbilini in esclusiva per il sito Millestanze.it.

Ricadute positive di un blog aziendaleIeri ho letto questa interessantissima testimonianza di un imbianchino che ha deciso di diventare "blogger" e quindi di scrivere articoli sulla sua stessa attività, per incrementare la propria presenza online e quindi riuscire a farsi conoscere (e magari contattare!) da più persone...

La testimonianza (che invito tutti a leggere e che può essere sfruttata come esempio principe in più di un'occasione) è semplice e diretta, chiara e precisa. Diego - così si chiama l'imbianchino - è sicuramente un utente più avanzato rispetto alla media, mastica di SEO e tra le righe si intuisce che l'ambito lo interessa e lo attrae molto... ma forse lo cattura proprio perchè ne ha riscontrato i benefici sulla sua reale attività, no?

Spesso, tra noi addetti ai lavori, scriviamo articoli ed interventi che apparentemente, ad un osservatore esterno, potrebbero sembrare un pò autoreferenziali e slegati dai problemi effettivi di chi porta avanti una propria attività... e invece articoli/testimonianze come questa di Diego credo che ogni tanto facciano bene sia a noi SEO (gratificante è sapere che le nostre indicazioni danno i loro buoni frutti!), sia per altri lavoratori come Diego, che possono sentire in questo modo più vicino a sè un esempio reale e concreto e quindi decidersi a compiere lo stesso passo!

Come dicevo poco prima, secondo me Diego è particolarmente portato e si è calato in modo eccellente nell'ottica giusta e nella linea editoriale da tenere nel suo Blog, ovvero offrire contenuti di qualità, interessanti ed utili, con spiegazioni e foto, relativi ai propri interventi; attraverso la pubblicazione di tali suggerimenti e consigli sul mondo dell'imbiancatura (derivanti da un'attività più che quarantennale) e in un arco di tempo anche abbastanza breve, Diego si è procurato un notevole seguito...

Ma Diego non è certo l'unico che sta tentando questa via. Anche alcuni miei clienti, professionsiti o imprenditori di piccole e medie imprese, stanno tentando l'approccio con il blog aziendale e nonostante non siano forse al livello di Diego (anche in fatto di tempo dedicato), i loro piccoli/grandi risultati li stanno ottenendo: incremento di visite e miglioramento della posizione nei motori di ricerca per keyword di settore. Da indagare meglio, al momento, l'impatto sulle richieste di preventivo (al momento non ho dati esatti e precisi d apoter comunicare).

I blog, per continuare nella linea concreta di questo articolo, sono questi:
1. Blog See-tech: un'azienda che si occupa sul territorio di servizi legati allo spurgo dei pozzi neri, alla pulizia delle condutture e alla ricerca di perdite di gas in tubazioni di qualsiasi tipo. Un'azienda dinamica e giovane, che fa della dotazione di strumenti tecnologici altamente avanzati il suo punto forte. Da sempre appassionati anche di internet hanno deciso di sperimentare anche la via del Blog, soprattutto per avere un contatto più diretto con i propri clienti e attivare un canale mediante il quale rispondere alle loro domande e/o fornire loro piccoli aiuti per piccoli problemi domestici e quotidiani.

2. Blog Discolaser: in questo caso l'azienda si occupa di stampa cd dvd e creazione grafica delle cover e il loro principale interesse era incrementare il ranking per parole chiave secche e long tail. Al momento il blog sta dando i suoi buoni frutti... :)

Mi sono già stati richiesti negli ultimi giorni altri 3 blog da aggiungere al sito tradizionale di attività artigiane e turistiche.
La richiesta in tutti questi casi è quella dell'installazione ed allestimento del blog e di un aiuto iniziale per capire come utilizzarlo e come scrivere articoli nel modo migliore: l'aggiornamento sarà poi effettuato con risorse interne all'azienda.

Un'ultima mia considerazione: sono sicuro che coloro che decideranno di intraprendere la via del Blog Aziendale si ritroveranno nel tempo non solo un vantaggio da un punto di vista SEO, di visibilità e traffico e di incremento di richiesta preventivi, ma anche - e soprattutto - un vantaggio di immagine, di fiducia e anche mentale, derivante quest'ultimo sia da un'autoriflessione sul proprio lavoro sia dallo scambio di saperi e commenti con i propri "nuovi" utenti online! La "ragione delle mani" può, nel web 2.0, trovare un'alleta e redditizia compagna nella "ragione delle parole".

E voi,  quale esperienza avete di clienti che vi hanno manifestato la volontà di aprire un blog? E nel caso lo avessero già aperto, quali sono i risultati che stanno ottenendo?

GooglePlus Author Profile : Delizard Siti Web e SEO Articolo scritto da Francesco Giubbilini in esclusiva per il sito Millestanze.it.

(Leggi la prima parte dell'articolo sul Blog TheValentino)

Vita creativa e inbound marketing...Pollo al Curry la Ele, corsetta la mattina... troppo in forma per me di questi tempi... ma a volte, almeno per quanto mi riguarda, è invece proprio sotto stress che mi escon fuori, non si sa da dove, dei pensieri diversi, insoliti, "laterali" (vogliamo dire creativi? ...un pochino più creativi rispetto al solito? quest'ultima è accettabile direi...); insomma stamani ero proprio lì che mi si affollava la testa di pensieri, anche buffi e ironici, quando mi vedo slampeggiare d'arancione fluorescente il rettangolino di skype... "senti ti devo dire una verità".. esordiva la Ele. Azzz, ho pensato io, ...UNA VERITA'? Mica è semplice da amministrare sta' cosa ora... UNA VERITA'... evvabbè via, sò troppo curioso... "con questa storia dei contenuti, dell'Inbound Marketing... vedo il mondo in un'altra ottica... è come se mi avessero rigirato"... :)

Ma è proprio ciò che in quella mattina stava succedendo nella mia testa stressata... Forse per trovare rifugio dalla fatica una parte del mio cervello stava vagando sul mondo circostante con sguardo differente, più libero, rimescolando gli ingredienti per poterli poi rimontare sotto un'altra prospettiva, anche capovolta volendo :)

C'era quel comune intento all'opera in entrambi noi 2 di decostruire la realtà per ricomporla in modo da farle raccontare altre storie possibili... era su questo instabile piano che improvvisamente e nello stesso momento ci eravamo incontrati... e anche io penso che una certa responsabilità ce l'abbia proprio questo gran parlare di inbound marketing, di contenuti di qualità e virali, etc etc...

Secondo le neuroscienze i nostri neuroni sono un pò come dei girasoli, e in base a dove si trova il "sole" loro si rivolgono... Se il sole, nella SEO, è stato per lungo tempo "creare backlink e scalare posizioni", in background il cervello si arrovellava su quello... Oggi invece il sole si è spostato (o si sta spostando) e la mente sta cercando il suo nuovo assestamento... un assestamento puntato dritto alla realizzazione di contenuti, a come interessare il pubblico, a come poter creare un video o un ebook coinvolgenti... a come esprimere qualcosa di innovativo...

L'inbound marketing sta mutando la (mia) forma mentis (e a quanto pare anche quella di Elena, almeno!) ed è un mutamento decisamente interessante, curioso, ricco di spunti e soprattutto di "futuro". Si, l'inbound marketing è un mutamento carico di futuro, di potenzialità che ancora non scorgo ma che sento esserci, che presagisco... Non aggiungo di più per il momento, se non che, più siamo "a ballare l'inbound marketing" e più ci divertiamo :)

E tu, cosa ne pensi dell'inbound marketing? E di questo esperimento di un articolo diviso tra 2 blog?

GooglePlus Author Profile : Delizard Siti Web e SEO Articolo scritto da Francesco Giubbilini in esclusiva per il sito Millestanze.it.

Il ROI di un blog aziendaleIeri vi ho parlato di quanto sia importante internet (e di quanto lo sarà sempre di più in futuro!) per qualsiasi attività, ma soprattutto di come sia fondamentale affidarsi a professionisti del settore web, competenti ed aggiornati, per ottenere un lavoro ben fatto, gradevole, ma soprattutto CHE FUNZIONI! Che sia realmente un valore aggiunto per chi ci ha investito!

Mettere su un sito che da un punto di vista puramente tecnico presenti del testo e risponda ai click è oramai quasi alla portata di tutti: con CMS sempre più semplici da installare e completi nelle funzionalità e con una vasta gamma di template disponibili, il sito base è pressochè assicurato. Ma come si posiziona da un punto di vista organico? Quanto traffico produce? Migliora o peggiora nel tempo? Quanto converte? E' stato fatto tutto il possibile affinchè l'investimento del cliente renda al massimo?

C'è uno strumento che, se utilizzato al meglio, può far pendere l'ago della bilancia al positivo per le risposte a tutte le domande che ho appena enunciato e tale strumento è il BLOG. Esattamente lo strumento che il sottoscritto sta utilizzando in questo preciso istante per veicolare e fornire contenuti a voi che state leggendo questo post. Come ogni strumento diventa potente in mani abili ma può anche rivelarsi un'arma a doppio taglio per gli inesperti. Niente di trascendentale e di impossibile da acquisire con volontà, passione e dedizione, ma guai a sottovalutarlo. Il binomio blog/social al momento attuale del web è forse, senza timore di essere smentito, l'accoppiata bomber per mirare al successo su internet! Ma si deve restare costantemente allenati, presenti a se stessi e all'obiettivo da raggiungere, informati e carichi del massimo impegno.

Io posso portare alla vostra attenzione il mio stesso caso: il mio blog è aperto da diversi anni ma solo negli ultimi 2 ho cominciato ad intensificare le pubblicazioni con una certa regolarità (1/2 a settimana; non sono un copywriter o uno che vive degli entroiti del blog e che quindi ha bisogno di scrivere almeno un articolo al giorno); il canale "SEO e Posizionamento" è sicuramente quello più seguito, anche grazie al richiamo verso i nuovi articoli che inserisco nei gruppi LinkedIn di cui faccio parte (SEO Italia e Social Media Marketing) e da cui ricevo molte visite e diversi commenti/apprezzamenti (vi raccomando di partecipare ai gruppi professionali di LinkedIn e postare i vostri contenuti... sono una vetrina eccezionale!!).

Il blog dunque lo utilizzo sia per farmi conoscere in modo più informale (con l'intento di incrementare la fiducia verso la mia persona da parte dei clienti; ...è più facile entrare in empatia con ciò che si conosce!) sia per approfondire i temi della mia professione, cercando soprattutto di non scendere troppo nel tecnico perchè la mia linea è quella di essere una risorsa fruibile per chi ha intenzione di avvicinarsi al web, realizzare un proprio sito e/o capire meglio quali azioni intraprendere per ottenere più visibilità, traffico e ritorno. Affiancare un blog al sito può aiutarvi in tutto ciò. A me ha aiutato molto, incrementando il traffico sul sito soprattutto per ricerche long-tail (molto importanti perchè la tendenza delle ricerche va verso un incremento delle parole digitate, come illustra in modo eccellente questo fantastico articolo di Gianluca Fiorelli sulla situazione search/social in italia) ma forse, ancora di più, è servito a farmi conoscere da altri professionisti del settore incentivando spesso relazioni, amicizie, network e collaborazioni. Nel mio caso, si può tranquillamente affermare, che il ROI del mio blog non consiste tanto nel guadagno di soldi, ma è piuttosto un ROI socio/professionale!

Ok, ma se invece fossi interessato ad un ROI prettamente economico? Tutto molto bello quanto detto finora eh... ma non è che si rimane un pò nell'aleatorio? Quando si passa dalla scrittura ai numeri e alle statistiche, è quantificabile esattamente il ritorno sull'investimento che un blog aziendale può produrre in fatto di denari?

Alessio Beltrami (ringrazio il TagliaBlog per avermelo fatto conoscere!) ci ha provato a quantificare il ROI di un blog aziendale e ha pubblicato un ebook in cui illustra il suo metodo di calcolo e in cui dispensa ottimi consigli e spunti, che, per chi come me si occupa di realizzazione siti web, SEO e Inbound Marketing, sono sempre oro colato per quando si ha da parlare con i clienti e bisogna convincerli della bontà di una soluzione proposta, no? :)

Vi consiglio di scaricarlo (è gratuito!) e di leggerlo (si legge benissimo ed è ben fatto).

E per voi, quale è il ROI principale del vostro blog?

GooglePlus Author Profile : Delizard Siti Web e SEO Articolo scritto da Francesco Giubbilini in esclusiva per il sito Millestanze.it.

Creatività nel processo di Inbound MarketingOkey, è quasi un anno adesso che ne parliamo tutti in tutti i modi possibili.
La SEO ha attraversato la sua piccola "rivoluzione" interna: morti e feriti giacciono ancora sul campo (parlo dei siti penalizzati! Non amo molto le metafore con immagini belliche ma in questo caso si addiceva troppo bene... mi scuso comunque per l'utilizzo!) e adesso tutti conosciamo il Panda, il Penguin, l'Exact Match, che cosa si deve evitare di fare (azioni spinte di blackhat SEO) e che cosa è favorevole fare (Inbound Marketing: creazione di contenuti di valore, offerta di risorse rilevanti, puntare ad incrementare la propria Autorità, puntare sulla Fiducia e sulle Relazioni, utilizzare in modo appropriato i Social Network, offrire un'esperienza semplice, veloce, efficace ed incentrata sull'utente del nostro sito web, e puntare l'attenzione e il lavoro anche sul mobile).

Lo si può scrivere (e lo è stato fatto) in mille salse, accompagnato con ogni contorno o spezia (ecco, le metafore culinarie mi piacciono decisamente di più!), ma le ultime cose che ho elencato sono la summa dei punti nevralgici su cui dovremo concentrarci da un punto di vista SEO nel prossimo futuro.

Quindi, dando per assodato tutto ciò, a me piacerebbe, da qui in avanti, entrare più nel dettaglio di quali concetti queste azioni presuppongono e come fare a tradurli materialmente in azioni concrete, case history, elementi reali di successo.
Cosa significa che i contenuti creativi possono portare beneficio? Che cosa è creativo? E che cosa è Autorevole? Autorevolezza e Fiducia sono inestricabilmente legate o ci sono delle differenze?
Mi piacerebbe davvero, insieme a tutti gli interessati, entrare più nel merito di ogni espressione, dal generale al molto particolare e metterne in luce il suo reale valore nella concretezza della quotidianeità di chi si occupa tutti i giorni di queste problematiche.

Ad esempio, che cosa è sostanzialmente la creatività?
Wikipedia ha in merito una bella pagina: la radice sanscrita da cui tale termine nasce è KAR, e "KAR-TR" è "colui cha fa dal niente", il creatore, il demiurgo.
La definizione riportata più avanti di creatività ad opera di Poincaré è essenziale e precisa: "Creatività è unire elementi esistenti con connessioni nuove, che siano utili".
Mi trova molto vicino, se per "utile" intendiamo anche un utile estetico, logico o emozionale. E' utile, a mio avviso, ciò che fa scoprire alla mente relazioni nuove prima invisibili e che generano dunque piacere di conoscenza, curiosità di approfondimento. Il surrealismo in tal senso credo abbia posto in maniera forte, rendendolo tangibile e visibile, questo nervo scoperto della creatività, questa sua essenzialità dirompente: rendere visibili e percepibili connessioni nuove e prima impensate.

Questo fatto del "prima", della conoscenza anteriore, della memoria, è davvero una fatto decisivo nella creatività: per essere veramente creativi si deve conoscere lo stato dell'arte, ciò che ci ha preceduto; bisogna mantenersi aggiornati, leggere, studiare e scandagliare il proprio ambito di ricerca il più possibile. Masticare ogni giorno le problematiche e non cessare mai di esserne affamato. Solo così poi, con l'applicazione quotidiana della mente e dello spirito a determinati argomenti, può scattare davvero la molla creativa. Anche l'allenamento a pensare "in un certo modo", ovvero ad un pensiero connettivo, relazionale, reticolare può a mio avviso incrementare la forza e la tensione creativa.

Ma come farla scaturire questa creatività e come utilizzarla in un processo di Inbound Marketing? Come metterla al servizio "di un servizio reale", che dovrà portare al cliente benefici tangibili e misurabili?
Per quanto detto prima, innanzitutto LA CONOSCENZA. Le INFORMAZIONI sono l'humus della creatività e più ne abbiamo a disposizione e più il nostro sviluppato e allenato pensiero laterale può portarci a partorire soluzioni nuove, impreviste, creative.
L'imperativo iniziale è dunque acquisire il massimo di informazioni possibili sull'attività del nostro cliente: intervista diretta, intervista a collaboratori, dipendenti, familiari, persone informate sul settore. Ricerca di fonti bibliografiche, letterarie, artistiche, giornalistiche, video su quell'argomento. Indagare la "memoria di quell'attività", la storia, come è nata, come si faceva prima, portare alla luce testimonianze. Anche la modalità di un'indagine etnografica potrebbe risultare importante.

Una volta che abbiamo a disposizione tutte le informazioni sulla nostra scrivania dobbiamo sforzarci di vederle in modo slegato, cercando di individuare una prospettiva nuova, un filo conduttore ancora invisibile che possa permetterci di CREARE una nuova storytelling, anche accostando i dati raccolti ad ambiti/concetti apparentemente molto distanti o addirittura apparentemente surreali (o perfino onirici). Tale apparente iniziale sur-realtà, se sapientemente costruita, sarà poi esperienza emozionale e coinvolgente per gli utenti, che attraverso "il racconto" comprenderanno l'unità di fondo del messaggio. E per divulgare "la nostra storia" (che prevederà una determinata nicchia di riferimento) abbiamo a disposizione il sito, il blog, i social, la creazione di video, di ebook, di gallerie fotografiche e di risorse di altro tipo, la creazione di eventi e/o la soddisfazione di alcuni bisogni.

La creatività, nell'INBOUND MARKETING, è quella scintilla in più che può renderci "conosciuti" agli occhi della nostra nicchia di utenti di riferimento per una determinata particolarità; può moltiplicare esponenzialmente la forza coinvolgente di un aspetto secondario, insolito, mai notato/divulgato prima o che avevamo sottovalutato.

E per voi, che cosa è la creatività?

GooglePlus Author Profile : Delizard Siti Web e SEO Articolo scritto da Francesco Giubbilini in esclusiva per il sito Millestanze.it.